Cenni storici e contemporanei - Sito Bersaglieri Bovolone

Vai ai contenuti

Menu principale:

Cenni storici e contemporanei

Info su Bovolone



Dati amministrativi

Stato   Italia
Regione  Veneto
Provincia  Verona
Territorio Coordinate  45°15′0″N 11°8′0″E45.25°N 11.13333°ECoordinate:  45°15′0″N 11°8′0″E45.25°N 11.13333°E (Mappa)
Altitudine 24 m s.l.m.
Superficie 41,41 km²
Abitanti 16 050 (01-01-2012)
Densità 387,59 ab./km²
Frazioni Villafontana[1]
Comuni confinanti Cerea, Concamarise, Isola della Scala, Isola Rizza, Oppeano, Salizzole, San Pietro di Morubio
Altre informazioni
Cod. postale 37051
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023012
Cod. catastale B107
Targa VR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bovolonesi
Patrono san Biagio,
Giorno festivo 3 febbraio

Bovolone (Boolón, Bogolón[2] o Bovolon[3] in veneto) è un comune italiano di 16.050 abitanti della provincia di Verona in Veneto.
È il decimo comune della provincia per numero di abitanti e possiede il titolo di città dal 1994. Ospita la sua "fiera di San Biagio",
le cui origini risalgono al 1278.
È un centro della produzione di mobili in stile e per la produzione del tabacco ed ospita aziende alimentari e alcune legate al fotovoltaico.
Nel territorio comunale si trova il parco Valle del Menago, sviluppato su 35 ettari.


Geografia fisica
Territorio
Bovolone è collocato 22 km in direzione sud-est rispetto al capoluogo di provincia Verona e occupa una superficie di 41,41 km².
È posto quasi al centro della zona di pianura  nella parte meridionale del territorio provinciale, a cavallo tra la media pianura veronese
e la bassa veronese, nel punto d'incontro tra pianura asciutta (sabbiosa) a nord, e pianura umida irrigua (torbosa) a sud.
Il territorio comunale è attraversato, in direzione nord-sud, dal fiume Menago con la depressione che ne forma la valle
(altitudine di 20 m m s.l.m.), nella quale è inserita l'area naturale protetta del parco Valle del Menago).
La valle è delimitata ad est e ad ovest da due cordoni sabbiosi, paleoalvei del fiume stesso, aventi un'altitudine che varia
da 30 a 22 m s.l.m. (la casa comunale si trova a 24 m s.l.m.).
Su quello orientale corre la strada provinciale SP2 che da Verona porta a Legnago Lungo di essa si trova, oltre al capoluogo,
la popolosa frazione di Villafontana. È classificato nella zona 4 di rischio sismico.

Clima
Il clima è continentale (temperature elevate in estate e rigide in inverno), con elevata umidità relativa durante tutto l'anno,
e formazione di nebbia nei mesi invernali). Il comune ricade nella "fascia climatica E" con 2.324 gradi giorno.
La temperatura media di gennaio è di circa 1 °C, mentre le temperature medie a luglio si mantengono superiori ai 24 °C.
Le precipitazioni si concentrano tra fine aprile e inizio giugno, e tra ottobre e inizio novembre, con un picco ad agosto,
che si è dimostrato in media il mese più piovoso dell'anno. L'inverno, da fine novembre fino a marzo, è il periodo meno piovoso,
con una media di poco superiore ai 50 mm mensili, nonostante sia il periodo più umido.

Storia
Etimologia
Il toponimo di Bodoloni compare per la prima volta in un documento di investitura di beni dell'813.
Secondo la tradizione popolare "Bovolone" deriverebbe dal latino Bodolonus, con il significato di "Terra delle rane"
("rana bodoli" è il nome dato ai girini). È stata anche ipotizzata un'origine longobarda: lo storico e linguista Giovanni Rapelli
fa risalire il toponimo alla derivazione dal nome di "Bodilo". Altri ritengono che provenga invece da Bodos,
con il significato di "piano della creta" o argilla, in riferimento alle fornaci tradizionalmente situate in località "Creari".

Storia antica
Nel territorio comunale, in località Prato Castello, è stata rinvenuta nell'Ottocento una necropoli terramaricola databile
alla metà del III millennio a.C. (eneolitico).  Le sepolture seguono sia il rito dell'inumazione sia quello dell'incinerazione;
tra i reperti, urne cinerarie, vasi di corredo,  coltelli in selce lavorata, punte di freccia e resti di fuochi e di palafitte.
Successivamente il territorio vide il passaggio di diverse popolazioni: inizialmente Illirici, Etruschi, Galli Cenomani
e dal 222 a.C. i Romani che subirono le scorrerie dei Cimbri e dei Teutoni.
Sotto il dominio romano appartenne alla regio X Venetia et Histria.

Storia medievale
Il Veneto venne attraversato da popolazioni barbariche e a partire dal 569 fu occupato dai Longobardi.
Il territorio fu interessato da un terremoto nel 793 e fu conquistato da Carlo Magno.
Bovolone fece parte del feudo del vescovo di Verona: il più antico documento che menziona Bodolonicitando
la località tra i possedimenti vescovili è del 24 giugno dell'813. Nel 1117 un terremoto distrusse l'abitato e danneggiò
l'originaria chiesa di San Giovanni in Campagna. In una bolla pontificia di papa Innocenzo III, risalente all'anno 1145
nell'elenco delle pievi sotto il controllo delle diocesi di Verona è compresa la pieve di Bovolone. Tra il 1154 e il 1179
venne istituito il castrum Bodoloni nell'attuale località di Prato Castello e nel corso del XII secolo venne costruito il
palazzo vescovile. Tra il 1179 e il 1220 la comunità bovolonese ottenne una certa autonomia: furono emanati
degli "statuti" e venivano eletti consoli e decani per regolare la vita civile.
Nel 1233 i mantovani incendiarono il centro del paese, e il territorio fu devastato nel 1234 dai padovani e dai bresciani
e nel 1269 dai veronesi. Nel 1278 venne istituita la "fiera di San Biagio" e nel 1300 venne realizzato un ospedale
grazie alle donazioni di donna Verde da Salizzole, madre di Cangrande della Scala, che aveva possedimenti presso Bovolone.
Alla fine del XIV secolo, a causa dell'insalubrità dovuta alle acque stagnanti, l'abitato venne trasferito dal castrum Bodoloni
in un luogo vicino, centro dell'attuale paese, leggermente sopraelevato e lungo la strada verso Verona.
Nel 1405 Verona entrò a far parte della Repubblica di Venezia. Sotto il dominio veneziano si sviluppò lo sfruttamento delle terre
per la produzione agricola e sorsero le ville patrizie delle grandi famiglie  proprietarie dei terreni. Si svilupparono anche i commerci
con i centri della Repubblica e nel 1580 fu istituito un mercato comunale con frequenza settimanale (il martedì).

Storia moderna
Evoluzione della popolazione nella storia
Data Popolazione
1405 2 000
1625 2 500
1630 1 700
1801 2 600
1815 2 700
1835 3 000
1861 3 550
1866 3 680

Risalgono ai secoli XV e XVI le prime notizie riferite all'esistenza dell'abitato di Villafontana ("Villa Fontana"), sviluppato tra
il fiume Menago e la strada che conduceva a Verona: una carta mappale del 1561 vi attesta l'esistenza di una chiesa e nel 1573
l'allora vescovo di Verona,  Agostino Valerio, vi istituì la "rettoria di Sant'Agostino", dipendente dalla "parrocchia di Mazzagatta"
(Mazzantica, che ricadeva sotto  la giurisdizione amministrativa di tre comuni (Bovolone, Oppeano e Isola della Scala).
Il Seicento vide lo sviluppo del fenomeno del brigantaggio. Nel 1615 coinvolsero il territorio di Bovolone gli scontri tra gli eserciti
veneziano e austriaco e nel 1629 vi fu una grande carestia, seguita dalla diffusione della peste nel 1630, che a Bovolone provocò circa 800 vittime
su poco più di 2500 abitanti. In seguito a questi eventi peggiorarono  le condizioni di vita della popolazione. Nel 1740 si verificò un'altra carestia.
Nel giugno del 1796 con l'occupazione napoleonica fu soppresso il feudo. Il territorio passò quindi all'Austria nell'ottobre del 1797,
con il trattato di Campoformio, generando la formazione di fazioni politiche contrapposte, le quali appoggiavano da una parte le truppe
napoleoniche e dall'altra l'impero austriaco.

Storia contemporanea
Ottocento
Dopo la sconfitta austriaca nella battaglia di Marengo (14 giugno 1800), il trattato di Lunéville divise il territorio veronese in due zone,
a destra e a sinistra dell'Adige: la prima, nella quale ricade il territorio di Bovolone, passò in mano ai francesi, mentre la seconda rimase  s
otto il controllo austriaco. Bovolone fece dunque parte della Repubblica italiana napoleonica (1802-1805) e successivamente delregno d'Italia (1805-1814),
nel quale fece parte del dipartimento dell'Adige.
I francesi modificarono il sistema amministrativo, sostituendo la municipalità al "consiglio della comunità", il podestà al sindaco e i "savi"
ai consiglieri comunali. La municipalità ebbe l'incarico di riunificare il territorio  della frazione di Villafontana, ma i contrasti con il comune di Oppeano
impedirono la realizzazione del progetto. Furono edificate scuole sia nel capoluogo comunale, sia a Villafontana e dal 1810 vennero istituiti i cimiteri comunali,
in zone esterne al centro abitato. Le strade per Verona e per Cerea e Legnago furono migliorate e si tentò di introdurre la coltivazione del cotone ed attività
di produzione dello zucchero dall'uva. Nei primi anni del XIX secolo circa 500 abitanti, su circa 2600 totali, emigrarono e la leva obbligatoria per l'esercito
francese generò il fenomeno del brigantaggio. Dal 4 febbraio del 1814 gli austriaci occuparono Bovolone e nell'aprile Verona. Con il congresso di Vienna
Bovolone entrò a far parte del Lombardo-Veneto, nel circondario di Isola della Scala che apparteneva al distretto di Villafranca.
Il primo cittadino era l'"agente comunale", dipendente direttamente dall'impero austriaco, che era a capo della "deputazione comunale" che aveva
sostituito la municipalità francese. Si sviluppò in questo periodo l'allevamento del baco da seta e furono allargate alcune delle strade del paese.
Le condizioni economiche non erano buone: negli anni 1820 si diffuse la tisi e si ebbero epidemie di vaiolo nel 1833 e di colera nel 1835.
Tuttavia gli abitanti crebbero da 2700 nel 1815 a 3000 nel 1835.
Alla spedizione dei Mille garibaldina partecipò anche il bovolonese Antonio Bellini (1835-1897). Nel 1866 con la terza guerra d'indipendenza,
dopo l'armistizio di Cormons del 12 agosto e la successiva pace di Vienna, il 18 ottobre Verona votò l'annessione ed anche Bovolone entrò a
far parte del Regno d'Italia.
Il primo sindaco di Bovolone, Luigi Pomini, eletto nelle prime libere elezioni del 2 gennaio 1867 e rimasto in carica fino al 1879,
promosse la riorganizzazione delle istituzioni amministrative e scolastiche e delle attività economiche e tentò di riunificare la frazione di Villafontana
e di accorpare al comune la frazione oppeanese di Mazzagatta, secondo il volere espresso dagli abitanti.
Gli successe il sindaco Domenico Vaccari, che rimase in carica fino al 1894.

Novecento
Verso la fine degli anni trenta del secolo scorso Bovolone fu sede di una scuola di volo senza motore, struttura paramilitare della Regia aeronautica
destinata alla formazione aeronautica iniziale dei giovani della "Gioventù italiana del Littorio". Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944-1945
l'aeroporto di Bovolone fu anche sede di un gruppo di bombardieri a tuffo della Luftwaffe (il Nachtschlachtgruppe 9) equipaggiato con gli Junkers Ju 87 Stuka,
mentre il comando trovò sede in un'ala di Villa Gagliardi.

Simboli

Stemma del comune di Bovolone
·  

Gonfalone del comune di Bovolone

Lo stemma, simbolo della comunità, riportato anche sul gonfalone comunale quale stendardo ufficiale di rappresentanza, ottenne il riconoscimento
il 19 luglio 1931 a firma dell'allora capo dello Stato,  Benito Mussolini e l'iscrizione dello stesso Comune nel libro araldico descrivendolo con le parole:
"Campo di cielo, all'albero di quercia nodrito sulla pianura erbosa verde".
Lo stemma è presente sulla campana "Grossa"[7], fusa nel 1877: un prato attraversato da un fiume (il Menago) con una quercia lambente le due rive,
la rappresentazione adottata dalla "Magnifica comunità di Bovolone" alla metà del Settecento. Il gonfalone, un drappo di colore azzurro con lo stemma,
venne concesso nel 1982[8] e in seguito arricchito quando il comune di Bovolone ottenne il titolo di "città" nel 1994.


Monumenti e luoghi d'interesse


Palazzo Vescovile sede del Municipio di Bovolone


Architetture religiose



Chiesa parrocchiale di San Giuseppe

La chiesa parrocchiale di San Giuseppe, detta anche duomo, si trova nella piazza più centrale del paese. Ebbe una lunga storia costruttiva
dalla prima pietra posta nel 1844 alla consacrazione nel 1945, con numerose interruzioni e riprese dei lavori. A causa di queste vicende
si ispira a diversi stili architettonici: dalla facciata neoclassica, ispirata al Rinascimento veneziano, ai modelli paleocristiani dell'interno.

Chiesa dei Santi Biagio, Fermo e Rustico

La vecchia chiesa parrocchiale di Bovolone è intitolata a San Biagio di Sebaste e subtitolata ai santi Fermo e Rustico.
Le sue origini risalgono al XII secolo e venne costruita in stile romanico e rimaneggiata nel Quattrocento e nel Settecento in stile neoclassico.
Attualmente l'edificio è utilizzato come oratorio, ma fu chiesa parrocchiale a partire dal XIII secolo fino al 1945, quando venne costruita
la nuova chiesa parrocchiale di San Giuseppe. Conserva alcune pale cinquecentesche e una Pietà probabilmente quattrocentesca.

Chiesa parrocchiale di Sant'Agostino
La chiesa di Sant'Agostino fu eretta nel Cinquecento nella frazione di Villafontana e divenne chiesa parrocchiale, staccandosi dalla
chiesa madre di Bovolone, nel 1583. Sostituì una più antica cappella dedicata  a San Giovanni Battista. La parte più antica che si conserva è l'abside

Cappella di San Pietro
La presenza della cappella di San Pietro, nella omonima contrada, è attestata nel 1454[10], ma doveva esistervi una cappella,
dipendente dalla pieve di Bodolone anche in epoca più antica Nella muratura sono reimpiegati blocchi di recupero di epoca romana.
L'oratorio venne eretto su un dosso sabbioso, con la facciata rivolta verso la villa dei conti Cappello, inizialmente su un terreno appartenente
alla pieve di Bovolone. Verso la fine del XV secolo passò in proprietà della famiglia comitale veneziana dei Cappello e divenne  cappella della residenza.
Nel 1569 il conte Gerolamo Cappello la istituì in "cappellania" e la dotò di un cappellano, facendo erigere, a fianco dell'oratorio,
l'abitazione per lo stesso e la sacrestia. In un disegno risalente al 1716 sono visibili un corpo di fabbrica sul lato destro,
identificabile come una navata laterale, un piccolo edificio situato a ridosso della parte posteriore del lato sinistro, un'abside semicircolare e un campanile,
posto sull'angolo destro della facciata.  L'abitazione del cappellano si trova, staccata dall'edificio, presso la parte posteriore del lato destro.
Verso la metà del Settecento i conti Cappello fecero restaurare l'edificio: venne eliminata la navata laterale, fu demolita e ricostruita l'abside e venne eretto
un nuovo campanile nella parte posteriore della chiesa; venne inoltre costruita una facciata classicheggiante, con un portale rettangolare in tufo lavorato
con cornici ad orecchioni. La cappella, insieme alla villa, passò in eredità ai marchesi Cavalli di Ravenna nel 1847.
Nel 1966 fu ancora restaurata dal proprietario, l'avvocato Leonello Rossi, di Padova. L'interno si presenta a navata unica, con un ordine di paraste a capitelli
ionici che sorregge il cornicione. L'altare settecentesco, in marmo bianco, presenta un'ara decorata sulla quale poggiano due colonne che sorreggono cherubini
e al centro della cimasa è presente un'effigie del Padre Eterno. Un tempo era collocata sopra l'altare una pala raffigurante San Pietro, che venne rubata in tempi recenti.

Santuario della Madonna della Cintura
Il santuario detto anche "Beata Vergine del Molinello", fu edificato dall'arciprete don Barbieri e dagli abitanti della "contrada Madonna" tra il 1649 e il 1650.
È stato meta di pellegrinaggi e conserva dipinti raffiguranti la Madonna e un organo seicentesco. Nel 1730 fu innalzato il campanile. Nel 1796 venne  
danneggiato e spogliato dalle truppe napoleoniche e fu restaurato agli inizi del Novecento.



Pieve di San Giovanni Battista in Campagna

La pieve di San Giovanni Battista in Campagna o "pieve di San Giovanni Decollato" (chiamata anche "pieve di San Zuane") si trova a circa 4 km nella campagna,
ai confini con Concamarise e Salizzole. Vi si trovavano una chiesa pre-romanica e un battistero. Sono noti restauri nel Cinquecento.
La chiesa fu sconsacrata alla fine del Settecento,e venne usata per scopi agricoli, mentre il battistero, del quale recenti scavi archeologici hanno portato alla luce
il fonte battesimale, fu trasformato in oratorio e  conserva affreschi settecenteschi.

Oratorio di Santa Maria al Bosco
L'oratorio venne costruito verso la metà del Settecento su richiesta della nobile famiglia Bianci, che possedeva la tenuta Bosco, dove si trovava anche una
casa padronale con corte annessa, e la tenuta Menghera, situate a circa 4 km dal centro di Bovolone. Nel 1754 don Girolamo Bianci, dopo aver ottenuto il consenso
da parte delle autorità religiose, iniziò a proprie spese l'erezione del piccolo luogo di culto, che venne poi dedicato alla Madonna, a san Girolamo e san Francesco.
Nel 1817 passò alla famiglia Pojana e nel corso del Novecento alla famiglia Schiavoni, che collocò sull'oratorio una lapide con i nomi dei reduci della prima guerra mondiale
dalla contrada Bosco e della contrada Spin. La facciata è coronata da timpano triangolare e presenta un portale in tufo con un architrave sorretto da due mensole
su cui si apre una lunetta che illumina l'interno. L'oratorio ha inoltre una torretta campanaria. L'interno è a unica navata ed è presente un'abside semicircolare di
dimensioni limitate; l'altare è inserito in un arco, dove un tempo era collocata una tela con San Girolamo, oggi scomparsa. Ai lati dell'altare due porte conducono
a quella che un tempo era la sacrestia. Rimane all'interno solo un'acquasantiera a conchiglia in marmo rosso di Verona.

Architetture civili
Corte Cappello
Nel 1490 Girolamo Capello, della famiglia patrizia veneta dei conti Cappello, ottenne dal vescovo Michiel il possesso del fondo Seccavezza con locazione perpetua.

Villa Tosi alla Madonna
La villa, esempio di corte rurale veronese, di origine cinquecentesca, appartenne alla nobile famiglia veronese dei Tosi, che ebbe molta influenza politica sul
territorio di Bovolone. L'intero complesso venne restaurato completamente verso la metà del Settecento. Il portone d'ingresso alla corte è decorato con statue
raffiguranti personaggi mitologici.. All'interno delle villa si conservano dipinti a tempera rappresentanti paesaggi inseriti entro cornici in stucco.

Corte Montagna
Il complesso originario di questa elegante corte rurale, risale al XV secolo. Sorge in località Canton, in prospetto alla campagna che si dirige verso il Bosco di Bovolone.
L'edificio necessiterebbe di un lavoro di recupero e restauro conservativo. Al suo interno sono ben visibili affreschi e decorazioni che ci riportano all'antico splendore
di cui godeva tale palazzo. Al suo esterno sono presenti  un particolare giardino e, su una delle quattro colonne del cancello d'ingresso  diretto verso la campagna,
è rimasta una delle 4 statue che un tempo padroneggiavano l'accesso alla villa e che raffiguravano le 4 stagioni  (una delle quattro è stata di abbattuta negli anni Duemila
ad opera di un automezzo). Corte Montagna ha subito rimaneggiamenti nel corso del XVII secolo e del XVIII secolo

Altri edifici


 
Piazza Scipioni dominata dal monumento ai Caduti "Perseo Novello"
e sullo sfondo il Palazzo Vescovile


Villa Peagni
· Palazzo vescovile - XII secolo (attuale sede del municipio)
· Palazzo Corte Salvi
· Villa Baldoni
· Villa Bellinato
· Villa Botagisio
· Villa Bosco-Poiana
· Villa Gagliardi - XVII secolo
· Villa Noris
· Villa Panteo (ritrovo anziani)
· Villa Piatton
· Villa Tebaldi-Maestrello (XIII secolo)


Aree naturali
Il parco Valle del Menago è nato dal recupero della grande zona umida posta a ovest del paese e si estende su una superficie totale di 35 ettari.
È dotato di attrezzature sportive, didattiche (un percorso archeologico e uno botanico) e ricreative; sono stati realizzati 3,5 km di piste ciclabili,
7 km di sentieri per le passeggiate, 2 km di percorso della salute attrezzato con 16 stazioni. Sono stati ricreati anche due boschi con carpini,
tigli, platani, querce e salici, denominati "Bosco di sopra" e "Bosco di sotto".


Etnie e minoranze straniere
Al gennaio del 2011 sul territorio di Bovolone risultavano residenti 1833 stranieri ovvero circa l'11,5% della popolazione totale,
una delle percentuali più alte dell'intero territorio nazionale. Di seguito sono riportate le nazionalità più diffuse di cittadini stranieri residenti nel comune:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1  Romania 444
2  Marocco 441
3  Albania 289
4  Moldavia 114
5  Nigeria 95
5  Serbia e Montenegro 41
7  Cina 33
8  Slovacchia 25
9  Bosnia ed Erzegovina 21
9  Sri Lanka 19
Qualità della vita
Nel 2010, sotto la guida del sindaco Fagnani, il comune di Bovolone ha aderito al "patto dei sindaci" (Covenant of Mayors)
della Commissione Europea con l'obiettivo di ridurre del 20% la propria produzione dei gas serra entro il 2020.


Cultura
Personalità legate a Bovolone
· Nicolò Ormaneto (Verona, 1515 circa - 1577), parroco di Bovolone e successivamente vescovo di Padova
· Paolo Bozzi (Bovolone, 1550-1628), fu un letterato, drammaturgo, e autore di musica sacra a servizio della Repubblica di Venezia.
Dopo il ritrovamento dei manoscritti delle sue opere negli archivi della parrocchia di Bovolone, le sue composizioni sono eseguite
dai gruppi musicali bovolonesi della  "Crale San Biagio" e del coro ducale, a lui intitolato.
· Marco Marcola (Verona 1740 - Verona 1793), pittore che lavorò a Bovolone
· Antonio Bellini (Verona, 7 luglio 1835 - Grottammare, 19 luglio 1897), fu un commerciante bovolonese che partecipò alla spedizione dei Mille del 1860.
· Maria Pia Mastena (Bovolone 7 dicembre 1881 - Roma 21 giugno 1951), beata
· Vasco Benetti (Bovolone, 10 febbraio 1891 - Flossenburg, 25 febbraio 1945), fu deportato da Bolzano il 19 gennaio 1945 ed internato con matricola
 2491 al campo di concentramento di Flossenburg, dove trovò la morte.
· Antonio Di Pietro (Bovolone, - Flossenburg), fu un agricoltore, esponente della Resistenza, catturato con una retata, la notte del 19 novembre 1944
 e morì nel campo di concentramento tedesco di Flossenburg.
· Franco Cappa (Bovolone, 9 maggio 1916 - Mediterraneo, 8 maggio 1941) fu tenente pilota ed eroe dell'aviazione italiana nella seconda guerra mondiale.
 Ottenne la medaglia d'oro al valor militare e gli sono stati intitolati   il 72º Gruppo intercettori teleguidati dell'aeronautica militare con sede a Bovolone
  nel corso del 2002, l'istituto comprensivo statale del paese e e la locale sezione dell'Associazione arma aeronautica.
· Alberto Vincenzo Vaccari (Bovolone 1953), storico dell'arte ed esperto di mobili antichi.
· Vittorio Giovannelli, ex direttore di Rete 4.
· Giuseppe Pellegrini (Monteforte d'Alpone 10 novembre 1953), vicario parrocchiale a Bovolone e in seguito vescovo di Concordia-Pordenone.
· Giuseppe Pasotto (Bovolone 6 luglio 1954), vescovo dell'Amministrazione apostolica del Caucaso dei Latini
· Maurizio Cocciolone (L'Aquila, 22 settembre 1960), tenente colonnello maggiore navigatore dell'aeronautica militare italiana che partecipò alla prima
 guerra del Golfo e fu prigioniero delle truppe irachene tra il 18 gennaio  e il 3 marzo 1991. È stato poi comandante della base di addestramento
 dell'aeronautica militare di Bovolone, dal 1998 fino alla sua chiusura avvenuta nel 2010.
· Pietro Caucchioli (Bovolone, 28 agosto 1975), ex ciclista professionista;
· Matteo Gianello (Bovolone, 7 maggio 1976, calciatore)
· Paolo Perazzani (Bovolone 8 febbraio 1978), batterista degli Arthemis, band fondata a Bovolone nel 1994
· Andrea Martongelli (Isola della Scala, 2 maggio 1979), chitarrista degli Arthemis
· Eleonora Patuzzo (Bovolone 16 ottobre 1989), ciclista


Manifestazioni
· Festa della Befana (gennaio)
· Fiera agricola di San Biagio (gennaio)
· Carnevale baccanese (febbraio-marzo)
· Festa della Renga (marzo)
· Festa di San Giovanni Battista (24 giugno, località San Giovanni)
· Sagra del susino (ultima settimana di giugno, quartiere San Pierino)
· Processione del Corpus Domini (giugno)
· E...state insieme (sere di luglio e agosto)
· Sagra di San Luigi (prima settimana di luglio, frazione Villafontana)
· Festa di Bacco (prima decade di luglio, quartiere Casella-Baldoni)
· Festa dello sportivo (seconda decade di luglio, quartiere Crosare)
· Notte bianca (primo sabato del mese di agosto)
· Sagra della Madonna della Cintura (agosto, quartiere Caltrane-Canton-Madonna)
· Sagra di San Agostino (agosto, frazione Villafontana)
· Settembre bovolonese
· Festa di Santa Lucia (13 dicembre)
· Rassegna dei presepi (periodo di Natale)
Il mercato settimanale, di antica tradizione, si tiene ogni martedì mattina nelle vie del centro storico.


Economia
Nel 1580 lo storico veronese Canobio descriveva il paese come uno tra i più importanti e sviluppati di tutta la provincia,
centro agricolo e commerciale di notevole importanza. La popolazione era di 2000 abitanti già agli inizi del XVII secolo, quando Bovolone
era anche conosciuto per la sua annuale fiera agricola detta di "San Biagio", fondata nel 1278 e per il suo mercato settimanale il martedì.

Agricoltura
Il territorio fa parte dell'area di produzione del riso nano Vialone Veronese che viene coltivato su terreni della pianura veronese irrigati
con acqua di risorgiva. La coltivazione del tabacco viene praticata fin dai primi del Novecento, in particolare per quanto riguarda il tabacco da pipa
e si sviluppò particolarmente nel secondo dopoguerra. Sono sorte sul territorio cooperative per la lavorazione, l'essiccazione e la commercializzazione
del prodotto.  Nel novembre 2007 Bovolone è stata intitolata insieme a Città di Castello (PG) e a Francolise (CE)) "città del tabacco".
Altre realtà economiche di un certo rilievo sono le colture cerealicole nonché la produzione di frutta e verdura.

Artigianato
L'artigianato della produzione e riproduzione del mobile d'arte ed in stile costituisce la principale realtà economica sul territorio.
Sulla strada provinciale SP2 che da Verona porta a Legnago, lungo il fiume Menago si sviluppa la "zona del mobile d'arte",
che arriva fino a Cerea. Bovolone si considera "città del mobile classico".
La lavorazione del legno fu iniziata dopo la seconda guerra mondiale con laboratori di restauro e riproduzione di modelli
del Settecento veneziano e vi si sono formati numerosi artigiani specializzati nell'intaglio, intarsio e laccatura.
Attualmente sono presenti diverse aziende che producono arredamenti sia in stile che moderni, mentre si conserva la tradizione
del restauro ed è sorta una scuola di ebanisteria. Alla produzione dei mobili sono legate altre attività artigianali e commerciali.

Industria
Sono presenti industrie alimentari (biscottificio, riseria, pastificio artigiano e fabbrica di sottaceti e sottolio).
Dai primi anni duemila si sono trasferite nel territorio comunale aziende che operano nel settore della progettazione
e della produzione delle energie rinnovabili, che hanno dato vita ad un indotto industriale del settore,  importante per l'economia comunale.
In alcune aree rurali del territorio di Bovolone, sono nati verso il 2010-2011, alcuni parchi fotovoltaici per la produzione di energia tra cui
uno sito in località San Pierino avente una produzione di 756 kWp e un altro sito in località Madonna di circa 1 MWp.

Fiera di San Biagio
Entrata della area fieristica
Istituita con questo nome nel 1278, si affermò nei secoli successivi, in quanto bestiame e merci potevano liberamente essere esposte
senza il pagamento di nessuna tassa o pedaggio. Fu intitolata al santo patrono del paese, San Biagio, e si svolgeva nel giorno a lui dedicato
il 3 febbraio e nei giorni immediatamente successivi. La fiera è tuttora attiva come fiera agricola, la prima dell'anno nelle regioni nord-orientali.
Viene allestita nell'ampio piazzale adiacente gli impianti sportivi e propone attrezzature agricole, innovazioni tecnologiche per la coltivazione  
della terra e del tabacco e altre merceologie compresa la gastronomia.

Infrastrutture e trasporti
Strade
Il territorio comunale di Bovolone è tagliato in due dalla strada provinciale 2 della provincia di Verona o "Legnaghese destra":
su questa principale arteria stradale si sono sviluppati sia il capoluogo che la frazione di Villafontana.
La strada permette collegamenti rapidi e diretti sia con Verona (che dista 22 km), sia con la parte meridionale della sua provincia.
La superstrada strada statale 434 "Transpolesana" è molto prossima al territorio comunale e offre un collegamento veloce sia con Verona
e con il sistema delle tangenziali scaligere, sia con Legnago, attraverso le uscite  "Oppeano-Bovolone" e "Isola Rizza-Bovolone" (distanti circa 7 km),
o attraverso l'uscita "Cà degli Oppi-Villafontana" (situata a 3 km circa). Per i collegamenti verso Nord, è anche utilizzata l'uscita "Zevio-8"
(posta a metà strada tra Verona e Bovolone). Un progetto che prevede la creazione di una strada a quattro corsie con caratteristiche autostradali
(denominata "Mediana") che dovrebbe ricalcare l'attuale strada provinciale 3 della provincia di Verona con l'obiettivo di collegare le autostrade A22
(casello di Nogarole Rocca) e A4 (casello di San Bonifacio), con lo scopo di creare un collegamento trasversale veloce all'interno del territorio provinciale.
Le strade provinciali che attraversano il territorio cittadino sono:
· SP2 "Legnaghese Destra"
· SP3 "Mediana"
· SP20 "dell'Adige e del Tartaro"
· SP21 "di Villafontana"
· SP21A "di Cà degli Oppi"
· SP24 "del Serraglio"
· SP44B "di Bonavigo"
· SP45 "di Bonavicina"
· SP48 "di Concamarise"
· SP51 "di Raldon"


Stazione ferroviaria
Il territorio comunale è attraversato in direzione nord-ovest - sud-est dalla linea ferroviaria Verona-Legnago-Rovigo, sulla quale,
in prossimità del centro del paese, è collocata la stazione ferroviaria, risalente al 1877  e ristrutturata nel Secondo dopoguerra.
Sia la linea che la stazione ferroviaria sono gestite da Trenitalia, in collaborazione con Sistemi Territoriali (dal giugno 2009)
ed espletano unicamente il servizio di treni regionali, i quali nelle ore di punta transitano con una frequenza oraria, non cadenzata.
Dal dicembre 2011 la Regione Veneto ha effettuato un drastico taglio delle corse giornaliere (24 corse eliminate).
Su questa linea ferroviaria, era stato paventato, poi accantonato, un progetto di realizzazione di una metropolitana leggera di superficie,
che avrebbe permesso un rapido collegamento soprattutto con il capoluogo di provincia (tempo stimato inferiore a 20 minuti)
e un aumento della frequenza,  oltre che ad un ammodernamento della linea e della stazione.

Mobilità su gomma
Il trasporto pubblico su gomma è effettuato dall'Azienda Trasporti Verona s.r.l. la quale espleta corse giornaliere passanti per Bovolone.
La linea principale è la linea 44 (Verona-Bovolone-Legnago) con frequenza oraria in entrambe le direzioni, o di ogni mezz'ora nelle ore di punta.
La linea percorre la strada provinciale 2 ed effettua numerose fermate a servizio dell'intero territorio comunale. La linea 43 parte sempre
da Verona per arrivare a Legnago, ma svolgendo un tragitto differente, tocca gli abitati di Raldon di San Giovanni Lupatoto, di Villafontana di Bovolone,
di Bovolone, di Bonavicina di San Pietro di Morubio, di Roverchiara e di Angiari. Servono inoltre Bovolone la linea 55 bis
(Bovolone-Salizzole-Isola della Scala) e la linea B1 (Zevio-Palù-Oppeano-Bovolone-Cerea).

Piste ciclabili
Sul territorio comunale è presente un numero consistente di percorsi ciclabili, soprattutto lungo le principali arterie stradali del paese
e che in alcuni casi si sviluppano in sede propria e, in altri casi, in promiscuità alla sede stradale automobilistica.
La pista ciclabile principale è quella che costeggia la strada provinciale 2, in sede propria, e che permette, salvo delle piccole interruzioni,
di percorrere l'intero abitato da nord a sud (da Villafontana, passando per la zona industriale e per il centro storico, fino al quartiere San Pierino).
Altre piste ciclabili partono dal centro del paese e si dirigono in direzione ovest (quartiere Crosare e verso Salizzole) e in direzione est
(quartiere Casella-Baldoni) e quelle che fiancheggiano le due circonvallazioni realizzate di recente (circonvallazione nord-ovest e circonvallazione
sud-est del centro abitato). Inoltre sono presenti percorsi ciclabili all'interno del parco Valle del Menago, che si sviluppano al suo interno per circa 3,5 km.

Aeroporti
L'aeroporto più vicino è l'aeroporto internazionale "Valerio Catullo" di Verona-Villafranca, a 30 km di distanza. Relativamente vicini sono anche
gli aeroporti di Brescia-Montichiari (soprattutto riguardo ai voli low-cost), di Bologna e di Venezia-Tessera (questi ultimi due ospitanti anche voli transoceanici).
Nel vicino comune di Isola Rizza è situata l'aviosuperficie "Volo Leggero". Altri aeroporti per i voli turistici e le manifestazioni aree sono quelli
di Verona-Boscomantico e di Legnago, entrambi distanti circa 40 km.
Nel passato anche a Bovolone esisteva un aeroporto, a partire dal 1938 sede della scuola di volo senza motore.
A partire dagli anni sessanta fu inglobato dalla base di addestramento dell'aeronautica militare italiana,
la quale esistette fino al 2010. Dal 1959 al 2010, ebbe sede nel territorio di Bovolone il 72º Gruppo I.T. dell'aeronautica militare,
una delle 12 basi missilistiche della 1ª brigata aerea, armata con i sistemi missilistici  Nike Ajax e poi Nike Hercules. Il gruppo, finalizzato alla difesa antiaerea
e dotato di capacità nucleare, aveva un'altra sede anche nel comune limitrofo di Isola Rizza. Attualmente le due aree, completamente abbandonate
dai militari, sono proprietà del demanio militare.

Amministrazione

Gemellaggi
·  Stadecken-Elsheim, Germania (circondario rurale di Magonza-Bingen), dal 2000.
·  Sinnai, Italia (provincia di Cagliari)), dal 2002.
·  San Giustino, Italia (provincia di Perugia), dal 2012 (patto di amicizia[14]: patto di amicizia con il comune San Giustino, dove esiste il "Museo del tabacco"
·  Concordia sulla Secchia, Italia (provincia di Modena), dal 2012 (patto di amicizia): sempre dal 2012, a seguito del terremoto dell'Emilia,
  il comune di Bovolone si impegnato a sostegno delle popolazioni colpite, ed in particolar modo, verso il comune di Concordia sulla Secchia.

Altre informazioni amministrative

A Bovolone è presente anche una sezione del ministero dell'agricoltura.
Dal febbraio 2008 è sede del primo distaccamento volontario dei Vigili del fuoco della provincia di Verona.

Note

1. ^ Comune di Bovolone - Statuto.
2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 111.
3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese. La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato in data 26 novembre 2011.
4. ^ Dati Confedilizia. URL consultato in data 09-01-2011.
5. ^ Nel documento chiamato "Pagina Firmitatis" il vescovo di Verona e monaco benedettino Ratoldo (803 - 840) divise le rendite feudali della diocesi
      in quattro parti uguali (per il vescovo, il clero,
      i poveri e le fabbriche della chiesa): vi vengono citati i vari possessi della diocesi dai quali  si ricavavano decime.
6. ^ Il lavoro di ricerca delle caratteristiche storico illustrative dello stemma era stato affidato al perito araldico G. Cinquetti di Verona: la relazione,
      del 12 dicembre 1929 riportava che il più antico stemma utilizzato dal comune era stato una grande quercia con rami orizzontali e foglie verdi alterne
      in campo azzurro. Per errore fu inizialmente attribuito al comune uno stemma raffigurante un pino anziché una quercia, che venne corretto dopo un ricorso.
7. ^ La campana pesa 14,5 quintali ed è in tono di do.
8. ^ Decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini del 17 luglio 1982.
9. ^ Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il 12 giugno 1994.
10. ^ Viene citata nel resoconto di una visita pastorale del vescovo di Verona Ermolao Barbaro.
11. ^ La pieve di Bodolone è citata in una bolla pontificia di papa Innocenzo III nel 1145.
12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
13. ^ Residenti stranieri al 31 dicembre 2009. ISTAT. URL consultato in data 27 aprile 2011.
14. ^ Collaborazione tra i comitati pari opportunità di Bovolone e di San Giustino sul sito Bovolone.net


Fonte notizie tratta da  Wikipedia, l'enciclopedia libera, (05/2013).

 
Torna ai contenuti | Torna al menu